I consigli dell'esperto

Come gestire la rabbia con l’autoconsapevolezza

rabbia

L’autoconsapevolezza è lo strumento per trasformare un sentimento negativo in una risorsa.

 

La rabbia è il sentimento umano forse più difficile da gestire. A volte proviamo a reprimerla e soffocarla, ma con scarsi risultati. Altre volte invece la lasciamo andare, e di solito ci pentiamo delle situazioni che genera nella nostra vita sociale, familiare e professionale.

Come fare a gestire la rabbia allora? La soluzione è semplice: incanalarla, così da non avvelenarci e sfruttare questo sentimento in modo costruttivo. Cerchiamo di capire da dove viene, quali sono le sue radici, perché mettiamo in atto comportamenti distruttivi e soprattutto autodistruttivi. Implodere ed esplodere sono due soluzioni sbagliate: troviamone un’altra e alleniamoci per metterla in pratica. Ecco un paio di consigli e qualche strategia in proposito.

 

Immaginare cosa succederà se ci arrabbiamo. La rabbia è un sentimento, un parto della nostra mente, ma le conseguenze della nostra arrabbiatura sono reali. Costruiamo uno scenario con la fantasia: quale sarà la situazione dopo che si saremo arrabbiati? Riflettiamo.

 

Gestire la rabbia non significa ingoiare veleno. Non significa essere deboli perché non mostriamo la nostra forza urlando o agitandoci, al contrario: gestire la rabbia è sinonimo di forza interiore, di intelligenza e libertà. Chi non riesce a controllarsi è schiavo di questo sentimento.

 

Vi arrabbiate e date in escandescenza con poco? Cosa penserà di noi chi ci sta accanto? Ecco, un buon trucco è chiedere scusa in anticipo alle persone che ci circondano, perché probabilmente le metteremo in imbarazzo o in una situazione poco piacevole, diremo cose di cui potremmo pentirci e che probabilmente risulteranno offensive. Già questo è un esercizio per imparare a gestire la collera.

 

Prendiamo un foglio, oppure mettiamoci al computer e scriviamo quello che proviamo, quello che vorremmo dire alla persona che ci ha fatto arrabbiare. Tutto, senza mezzi termini, senza omissioni, lasciando libero sfogo alla nostra collera. Quando abbiamo finito (e probabilmente già a metà ci saremo svuotati), nascondiamo il nostro lavoro in un posto sicuro. Andiamo a riprenderlo dopo qualche giorno e rileggiamolo. Che ne pensiamo adesso dei motivi che ci facevano tanto arrabbiare, e cosa pensiamo rivedendo noi stessi in quel momento?

 

Pensiamo che la rabbia può trasformarsi nel motore di un cambiamento positivo. Se incanalata in qualcosa di costruttivo, è una forza molto potente e possiamo servircene per combinare qualcosa di buono, trasformando il rapporto con noi stessi, con le altre persone e con il mondo circostante.

La rabbia è come benzina. Non buttiamola sul fuoco, ma usiamola per il motore che muove la nostra vita.

 

 

 

 

 

 

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