Benessere e Salute

Procrastinare: perché lo facciamo e come puoi smettere

Quante volte ci è capitato di sentire pronunciare il termine procrastinare?

Ne abbiamo intercettato il significato, certo. Ma cosa significa realmente procrastinare?

Procrastinare significato e sinonimi.

I dizionari più autorevoli sono concordi sul fatto che procrastinare significhi rinviare, rimandare da un giorno all’altro, in modo intenzionale, ricavandone così tempo o in alcuni casi rinunciare alla realizzazione di quel che si dovrebbe fare.

Perché procrastinare? Procrastinare sinonimo

I procrastinatori seriali troveranno sempre una giustificazione per rimandare, diranno che la colpa è di qualcuno o di qualcosa. Ed è proprio per questo che possiamo distinguere facilmente il procrastinare dalla pigrizia.

Ovunque il procrastinatore agisca, che sia la scuola, l’università, il luogo di lavoro, il procrastinatore agisce per assenza di autostima, spesso per paura di sbagliare ed essere giudicato, o semplicemente per non deludere.

Alcuni studi sono stati focalizzati dai ricercatori sulla modalità d’azione dei procrastinatori, evidenziando il fatto che esistono due tipi di procrastinatori, che differiscono per il fine dell’azione, In particolar modo, stiamo parlando dei procrastinatori che agiscono a ridosso della scadenza e di chi, invece, non porta a compimento il proprio lavoro. Ecco che la declinazione porta alla definizione delle due categorie differenti.

E la differenza risiede soprattutto nelle argomentazioni, nelle stesse motivazioni. I primi, contratti dalla paura di sbagliare si autoconvincono alla fine che il tempo era insufficiente e che quindi il risultato è la somma di una scarsa risorsa.

Nel secondo caso, ci riferiamo invece a soggetti che si rassegnano alla sconfitta, arrivando così ad evadere dal proprio compito, per paura di raggiungere il fallimento. Comportamenti che risultano altamente controproducenti nella normale vita quotidiana, e che spesso, se ripetuti possono profondamente invalidare la personalità e la capacità produttiva. Si evince in modo più che naturale che i procrastinatori sono individui presenti in particolar modo in quei luoghi dove la valutazione o la competizione fanno parte del processo quotidiano.

Università, luoghi di lavoro, etc. Questo non esclude il fatto che alcuni diventino procrastinatori perché perfezionisti, e quindi sempre alla ricerca della migliore prestazione possibile. Altri per eludere la paura di sbagliare, perché non sicuri di soddisfare le richieste degli altri, deludendo così anche le persone che hanno intorno.

Altri soggetti ancora invece procrastinano perché incapaci si assolvere compiti di responsabilità, riducendo così il rischio di fallire. Evitando di portare a compimento un compito, oppure rinviarlo in modo continuo e prolungato. La procrastinazione non è un qualcosa di irrisolvibile.

Possiamo attuare diverse strategie per ovviare il problema, in primis analizzandolo: cosa ci rende insicuri? Per poi rimodulare il tempo a nostra disposizione.

In conclusione possiamo affermare che l’organizzazione dei nostri compiti e del nostro tempo forniscono la chiave di risoluzione nella maggior parte dei casi.

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