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Il tessuto biologico viscosa

 

La viscosa è una fibra artificiale (o fibra rigenerata) attraverso la quale si ottiene un tessuto con caratteristiche particolari: morbido al tatto come una vera e propria fibra vegetale, ha grande lucentezza ed è utilizzato per molti usi, dall’abbigliamento alle tele industriali. Proprio in virtù della sua caratteristica morbidezza, leggerezza e facilità di utilizzo, la viscosa veniva chiamata seta artificiale.

 

La viscosa fu prodotta per la prima volta alla fine dell’Ottocento da un chimico francese, ma il metodo industriale per la produzione di questo materiale fu brevettato nel Regno Unito nei primi anni del Novecento. L’invenzione di questo tessuto trova la luce in risposta alla sempre crescente domanda dell’epoca di filati con caratteristiche simili alla seta (molto costosa) ma più a buon mercato. Oggi la viscosa rappresenta circa il 14% delle fibre artificiali industriali.

 

La viscosa è prodotta principalmente dalla polpa del legno (su tutti eucalipto e banano), che viene sottoposta a un processo chimico con idrossido di sodio e solfuro di carbonio fino a formare una massa compatta che verrà lavorata per ottenere i filamenti utili nella fase di filatura. Il nome viscosa, non a caso, deriva dall’omonimo aggettivo e si riferisce alla massa gommosa derivante dal processo di lavorazione.

 

In virtù di questo, possiamo sfatare la credenza popolare che la viscosa sia un prodotto sintetico: la viscosa infatti è una fibra artificiale prodotta con materiali naturali (legno in primis, ma anche paglia e cotone).

È dunque un materiale molto utilizzato, non soltanto per la sua lucentezza, ma perché in quanto naturale, non nuoce alla pelle. Spesso la viscosa viene lavorata e mescolata con altre fibre naturali, per esempio il cotone, la seta o il cashmere, e tra le sue principali caratteristiche ricordiamo che ha un’ottima traspirazione e risulta morbida e vellutata al tatto. La luminosità della viscosa esalta i colori, la resistenza all’usura della luce solare la rende così un materiale molto utilizzato anche per tende e tendaggi, oltre che per i classici utilizzi negli indumenti, più che altro primaverili ed estivi: fodere dei vestiti, cappotti, pantaloni, maglie e magliette, giacche e gonne.

Altro pregio della viscosa è la resistenza non soltanto alla luce, ma anche ai lavaggi e alla stiratura (a rovescio): meglio se con acqua tiepida e con il ferro da stiro a temperatura non molto elevata.

 

I vantaggi della viscosa risiedono nella sua morbidezza e piacevolezza al tatto, ma è anche un tessuto fresco e leggero. La fibra di viscosa può essere aggiunta al cotone o alla lana per migliorare la resistenza del tessuto, per avere colori più vivaci o per mantenerne l’elasticità.

Tra gli svantaggi della viscosa invece ricordiamo la scarsa resilienza, il considerevole assorbimento di acqua e la relativa lentezza ad asciugare. È un tessuto con basse capacità termoisolanti, anche se particolari trattamenti riescono a limitare questa caratteristica. Infine, il processo produttivo tende ad avere un considerevole impatto ambientale negativo, rispetto ad altri materiali dello stesso tipo.

 

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